Palazzo
Montalti già Patella
Le prime notizie sul palazzo
Patella, poi Montalti, sono fornite da Francesco Bartali. I lavori del 1788,
che dettero all’edificio l’aspetto che all’esterno
conserva ancora, dovettero essere originati dalla volontà di incorporare
in uno stesso organismo anche due piccoli fabbricati contigui dalla parte
settentrionale al primitivo palazzo Patella, e che appaiono nella Mappa
dell’Estimo del 1775: ciò che spiegherebbe almeno in parte le vistose
asimmetrie della facciata.
Con il 1° agosto 1850 l’edificio viene adibito a caserma dell’I.R. Gendarmeria; dal
1860 ospita il Seminario e le Scuole superiori pubbliche, fino al 1877, quando
la provincia ne rientra in possesso per sistemarvi uffici propri e della
Prefettura; nel 1906 viene acquistato dal Comune per destinarlo a sede
dell’Istituto Tecnico, operandovi le prime trasformazioni
dell’interno. Nel 1924 un incendio danneggia un’ala retrostante del
palazzo, e, in occasione del ripristino, si realizzano nuovi lavori di adattamento alle esigenze della scuola: a questi ne
seguiranno altri che porteranno alla pressoché radicale trasformazione
dell’interno.
Nel 1932 l’edificio viene
nuovamente acquistato dalla Provincia, senza cambiarne la destinazione
d’uso.
Con la creazione del Corso del Popolo vennero eliminati i dislivelli della strada esistenti
davanti al palazzo.
Abbassato, dunque il piano stradale, negli
anni ‘50 il basamento a bugnato venne integrato
con materiale diverso da quello originale, e vennero ingrandite le finestre del
pianterreno raddoppiandone l’altezza.
