COSTRUZIONI

 

 

 

IL PROBLEMA DELLE FESSURAZIONI

 

 

Da diverso tempo si possono notare notevoli crepe al primo e secondo piano della nostra scuola, in corrispondenza dei corridoi che portano alle uscite di emergenza posteriori e sopra le finestre adiacenti, fig. in basso. Queste sono palesemente evidenti all’ultimo piano, sintomo, quindi, di una rotazione della muratura perimetrale. Tali fessurazioni si estendono principalmente lungo lo spigolo all’inizio del corridoio, longitudinalmente ad un’altezza di circa 2 metri e come anticipato prima al di sopra della finestre vicine all’uscita, fig. n°3, 5.

 All’esterno, in corrispondenza dell’uscita, è stata costruita una scala di emergenza, risalente a poche decine d’anni. Si tratta di una struttura mista in calcestruzzo e acciaio ancorata al terreno  e lateralmente all’edificio. Essendo la scuola stata costruita molto prima della scala era già completamente assestata, quindi difficilmente le sue fondazioni erano soggette a ulteriori cedimenti.  Evidentemente il cedimento ha interessato le fondazioni delle scale di emergenza, trascinandosi la muratura di ancoraggio, che ha compiuto un movimento rotatorio, fig. n°6.

 Le crepe di diversi millimetri evidenziano l’alterazione della staticità delle murature dell’edificio, che non ha retto alla trazione su di esso esercitata.

 Tale alterazione può risultare preoccupante, se si osserva la disposizione dei muri si può intuire l’orditura dei solai che è proprio perpendicolare allo spostamento del muro perimetrale cedente. Se tale cedimento dovesse insistere potrebbe compromettere la stabilità dei solai, visto che i travetti appoggiano per pochi centimetri e potrebbe venire  a mancare loro la base d’appoggio.

 

 Le cause devono essere ricercate principalmente nelle fondazioni della scala.

 

 

 Si possono effettuare diversi tipi di intervento. Uno è quello di rinforzare le fondazioni della scala, ma questo potrebbe rivelarsi estremamente costoso e distruttivo e addirittura potrebbe causare ulteriori danni alla struttura dell’edificio. Un altro intervento più efficace anche se non necessariamente meno costoso, può essere quello di isolare la scala dalla muratura tagliando i collegamenti e ovviare al mancato appoggio con dei plinti indipendenti che sorreggano la parte terminale del pianerottolo come illustrato nello schema qui sotto. E’ importante in questo intervento non intaccare la staticità delle fondazioni del muro, mantenendo distaccate quelle dei nuovi pilastri e isolandole con del poliuretano espanso che eviti ogni tipo di trascinamento tra di esse. Certamente i nuovi elementi avranno all’inizio un piccolo cedimento, ma che non influirà sulla funzionalità delle scale che saranno libere di scorrere grazie al taglio applicato.

 

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Qui sopra si possono alcuni punti in cui la muratura presenta vistose fessurazioni, sia verticali che longitudinali, sintomo proprio della rotazione che sta subendo il muro.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                            

                                                                                                          

 

5. In questa foto si possono vedere le crepe che percorrono il muro da uno spigolo all’altro delle finestre e della porta.

 

 

 

  

 

6. Da queste foto si può vedere come la scala è ancorata alla parete, inoltre nell’immagine a destra si può vedere come sarebbero i pilastri e gli architravi aggiuntivi dopo l’intervento.

 

 

 

7. Questa è un’illustrazione che raffigura come verrebbero posizionati i piedi di fondazione dei plinti, ad una profondità inferiore a quella del muro e soprattutto non a contatto con essa per evitare l’influenzamento tra le due, un valido aiuto è dato dal poliuretano espanso che le separa.